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COS'E' IL SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE

Il servizio educativo domiciliare è un servizio integrativo per la prima infanzia, è caratterizzato da flessibilità della fruizione e dell’organizzazione, promuove l’educazione e garantisce la cura dei bambini di età compresa fra i 3 ed i 36 mesi. Il servizio è realizzato presso il domicilio del personale educativo domiciliare, in un immobile a destinazione d'uso residenziale: la struttura dell'abitazione ha un effetto rassicurante sul bambino che ritrova delle similitudini con gli spazi domestici della propria casa. L'affidamento nominale del bambino da parte delle famiglie alla singola educatrice, assicura una figura affettiva di riferimento, certa e stabile, e propone una continuità educativa ai genitori, grazie allo stretto rapporto che si instaura tra loro e l'educatrice, che consente un costante scambio di informazioni; le porte del servizio educativo domiciliare si aprono non solo ai bimbi ma anche ai loro genitori. L'atteggiamento di riguardo nei confronti delle mamme e dei papà costituisce una caratteristica del modello. Inoltre, proprio perché il servizio educativo domiciliare non è altro che l'abitazione dell'educatrice, può essere accolto solo un numero limitato di bimbi, all'interno del quale il bambino può ricevere tutte le attenzioni di cui ha bisogno e sperimentare un clima di tranquillità e protezione. Il servizio ha una ricettività di cinque bambini contemporaneamente in presenza di una sola unità di personale, di otto bambini con due unità di personale qualificato. I bambini accolti dai 3 ai 9 mesi nel gruppo di 5 potranno essere massimo due. Il servizio educativo domiciliare in famiglia offre un luogo sicuro, curato da educatori preparati e formati.

Il personale educativo domiciliare oltre ad avere adeguato titolo di studio e corso di formazione professionale, è tenuto a frequentare corsi di aggiornamento annuali di minimo 20 ore, ad esempio su: gioco e narrazione; alimentazione; prevenzione incidenti e sicurezza ambiente domestico; puericultura, pediatria e primo soccorso pediatrico; modalità educative dei bambini e interpretazione dei loro bisogni.

I pasti sono predisposti nell'ambito del domicilio sulla base di un menù redatto secondo le disposizioni dell’azienda sanitaria ed adeguato all'età dei bambini; per l’ora del pasto è obbligatoria la compresenza di un'altra persona di supporto, anche dell'ambito familiare (requisito non necessario in presenza di tre, o meno, bambini). L'orario di frequenza giornaliero non può superare le 10 ore continuative.

Il servizio educativo domiciliare deve far parte di un’associazione o di un Ente che si ponga come garante nei confronti delle istituzioni e delle famiglie, della qualità del servizio, della continuità, dell'affidabilità delle cure, della supervisione dell'attività educativa, della formazione continua del personale con iniziative programmate di coordinamento pedagogico e psicologico. “A casa dai nonni” ha scelto di far parte dell’associazione di promozione sociale "Le Casette" che garantisce una continua formazione del personale, il coordinamento ed il supporto di rete tra i vari servizi educativi e la Regione.Il servizio in pochi punti:

  • rapporto numerico tra bambini accolti ed educatrici: 5 a 1;

  • superficie metri quadrati per bambino: 10 mq;

  • progettazione educativa strutturata in base alle specifiche esigenze del gruppo di bambini accolti;

  • possibilità di fare attività formativa ad hoc per educatrici e gruppo genitori;

  • possibilità di progettare e realizzare numerose attività fuori dal nido (quartiere e centro città, parco, spiaggia, scuole dell'infanzia, luogo di lavoro dei genitori);

  • capacità di rispondere in maniera tempestiva alle richieste dei genitori (eventuali richieste di colloqui, cambi orari).

Montessori “A casa dai nonni” vuol dire:

  1. curare l’ambiente minuziosamente affinché si presenti pulito, ordinato, riparando anche alle conseguenze d’uso

  2. osservare il bambino perché non sfugga lo sforzo vano di chi cerca un oggetto nascosto e l’ansia di chi ha bisogno di sostegno

  3. essere attivi nel mettere il bambino in rapporto con l’ambiente, passivi quando il rapporto è avvenuto

  4. insegnare l’uso degli oggetti affinché tutto quanto nell’ambiente possa essere utilizzato da chi lo sceglie

  5. accorrere dove si è chiamati, ascoltare e ricambiare dove si è invitati

  6. rispettare il lavoro senza mai interrompere

  7. rispettare chi si riposa o guarda gli altri lavorare, senza richiamarlo ed obbligarlo al lavoro

  8. rispettare chi sbaglia un lavoro, senza l’ansia di correggere subito, perchè ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo

  9. fare sentire la propria presenza a chi cerca, nascondersi a chi ha trovato

  10. essere sempre coerenti tra ciò che si dice e il tono di voce che si usa, trattando sempre il bambino con le migliori maniere, offrendogli il meglio di ciò che si possiede in se stessi e che si ha a disposizione

 

 

EDUCAZIONE

metodo tradizionale: diretta

metodo montessori: indiretta

 

PERCORSO EDUCATIVO

metodo tradizionale: programmato dalla maestra

metodo montessori: costruito dal bambino

 

MAESTRA

metodo tradizionale: attiva

metodo montessori: “passiva”

 

BAMBINO

metodo tradizionale: oggetto

metodo montessori: soggetto

 

MATERIALI

metodo tradizionale: strumenti didattici

metodo montessori: mezzi di sviluppo

 

ESPERIENZE

metodo tradizionale: condotte dall’insegnante

metodo montessori: scelte liberamente dal bambino

 

TEMPI E MODALITA’

metodo tradizionale: uniformi - comuni, gestiti dall’adulto

metodo montessori: diversificati - personali, rispettati dall’adulto


Nel Friuli Venezia Giulia

Normativamente il servizio viene definito Servizio Educativo Domiciliare (SED). Nella Regione Friuli Venezia Giulia, le modalità per l’avvio e il funzionamento dei servizi per la prima infanzia, sono disciplinati con Regolamento regionale emanato con DPReg 230/2011 e modificato con DPReg 153/2013.

I soggetti che intendono gestire un servizio del sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia, per poter avviare il servizio devono presentare al Comune competente per territorio una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), attestante la corrispondenza del servizio alle disposizioni di cui al Regolamento, tra le quali, ad esempio:

  • una tabella dietetica approvata dall'Azienda per i servizi sanitari competente;
  • un progetto pedagogico contenente le finalità, la programmazione delle attività educative e le modalità di funzionamento dei servizi;
  • un coordinatore pedagogico ovvero avvalersi della collaborazione di tale professionalità;
  • un'area esterna, di esclusiva pertinenza del nido d'infanzia, sufficientemente soleggiata, dotata di zona verde e di attrezzature per la permanenza e il gioco dei bambini;
  • spazi, strutture interne ed esterne e l'arredamento devono salvaguardare i bambini da eventuali rischi infortunistici;
  • tutti i bambini accolti presso i servizi educativi devono essere assicurati, per l'intera durata della loro permanenza nella struttura (servizio a carico della struttura)
 
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